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Le penne impazzite: un altra firma un altro accordo separato nella pubblica amministrazione PDF Stampa E-mail
Scritto da ermanno maccioni   
Giovedì 30 Aprile 2009 23:07

Contratti: Brunetta, Cisl e Uil firmano accordo separato P.A.

Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta e i sindacati di categoria di Cisl, Uil, Cisal, Confsal, Usae, Ugl e Cisalconfedir, a esclusione della Cgil, hanno siglato l'intesa che dà applicazione nel comparto del pubblico impiego all'accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali sottoscritto il 22 gennaio scorso.

L'intesa prevede un doppio livello contrattuale, contratto nazionale e decentrato; il collegamento tra la crescita retributiva e gli stipendi dei dipendenti pubblici e la previsione dell'indice Ipca dell'inflazione sterilizzata dall'aumento dei prezzi dei beni energetici; una sessione di concertazione tra governo e sindacati con cui valutare gli aumenti salariali nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica.

Contratti P.A: Podda (Fp Cgil), accordo separato non ha valore

La firma dell'accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali nel pubblico impiego di oggi “è un atto di tripla iattanza da parte del ministro Brunetta”. Lo afferma in una nota il segretario della Fp Cgil Carlo Podda. Un tale accordo nel pubblico impiego, osserva il dirigente sindacale, “non ha alcun valore, perché per modificare le regole è necessario varare provvedimenti legislativi, già sottoposti al vaglio delle parti sociali, cosa che in questo caso non è avvenuta”.

“Sbagliato non convocare la Cgil – aggiunge Podda –, che nonostante non abbia sottoscritto gli accordi separati del 30 ottobre 2008 e del 22 gennaio 2009 aveva dato disponibilità a negoziare (evidentemente di incontri informali, in questi mesi, ce ne sono stati, ma mai alla nostra presenza)”. Infine, “Brunetta riesce a superare Confindustria non convocando nemmeno la Cgil. Del reso lui è il ministro del ‘chi se ne frega della Cgil’ e che prevede di sospendere sine die le elezioni delle Rsu”.

Così conclude la nota: “Questo è il senso della democrazia e della libertà sindacale ed il modo in cui un ministro che si professa socialista onora la festa dei lavoratori alla sua vigilia, mentre l'atteggiamento delle regioni nei confronti della trattativa del comparto sanità dimostra che il livello di unità delle organizzazioni sindacali dipende anche dalle scelte delle controparti, e che un altro modo di intrattenere le relazioni sindacali è possibile”.

Contratti P.A: Pantaleo (Flc Cgil), fatto grave nel merito e nel metodo

“È un fatto grave nel metodo e nel merito: si azzera il contratto e si riducono i diritti e si tenta di mettere il silenziatore ai lavoratori impedendo le elezioni delle Rsu”. Così il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo, commenta l’accordo separato sul pubblico impiego firmato oggi dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta e da tutte sigle di categoria, ad esclusione di quelle della Cgil, in attuazione dell'accordo del 22 gennaio.

“Ciò è avvenuto – afferma Pantaleo –
senza che il ministro abbia sentito il dovere e la correttezza, almeno formale, di convocare la Cgil, come avvenuto per la firma separata con Confindustria del 15 aprile. L'intesa infatti, oltre a recepire, in peggio, i contenuti dell'accordo confederale, su cui più di tre milioni di lavoratori e lavoratrici hanno espresso la propria contrarietà in un referendum, fa proprie le norme della legge Brunetta di riforma della contrattazione nella pubblica amministrazione”.

L’accordo separato e la nuova legge Brunetta,
nel pubblico impiego e quindi anche in tutti i settori della conoscenza, “riducono pesantemente i salari – osserva ancora Pantaleo –, azzerano la contrattazione e annullano dal 2011 tutti i contratti integrativi. Inoltre, consegnano al potere politico e dirigenziale le decisioni in merito a carriere, incentivazioni e valutazione. Un'intesa pesantemente negativa nei contenuti di cui si assumeranno la responsabilità, di fronte ai lavoratori, le organizzazioni sindacali che l'hanno firmata”.

Inoltre, aggiunge il dirigente della Flc, “è gravissimo
l’attacco ai diritti di rappresentanza dei lavoratori portato attraverso il decreto attuativo della stessa legge Brunetta, che intenderebbe bloccare le elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie per i prossimi tre anni. Si cerca così di mettere il silenziatore ai lavoratori, sancendo l’impossibilità di votare i propri rappresentanti nelle sedi di lavoro, e si porta un attacco inedito e arrogante alla libertà d'espressione democratica di chi opera nella scuola, università, ricerca, Afam e in tutto il pubblico impiego”.

“Noi non ci stiamo”, conclude Pantaleo, annunciando che “già dalla prossima settimana partirà una fortissima iniziativa di mobilitazione che vedrà la Flc insieme alla confederazione e alle altre categorie del pubblico impiego, in campo per difendere i diritti fondamentali dei lavoratori”.
Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Aprile 2009 23:08
 

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